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Economia e cultura nella storia della ceramica di Patti

E’ stato pubblicato sul numero di Aprile di ENIT Italia, trimestrale dell’Agenzia Nazionale del Turismo, un articolo di Filippo Nasca dedicato alle ceramiche pattesi

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I° Weekend della Cultura, Patti “Città Règia” e Tindari

Per la XIII^ Settimana della Cultura, l’Associazione PFM, in collaborazione con le strutture turistico ricettive, gli artigiani e gli operatori del settore enogastronomico pattese e con la collaborazione ed il patrocino del Comune di Patti, organizza il I° Weekend della Cultura, Patti “Città Regia” e Tindari, nei giorni del 16 e 17 Aprile.

L’iniziativa comprende il soggiorno GRATUITO presso le strutture ricettive di Patti e Tindari, servizio navetta in pullman GRATUITO, visite guidate GRATUITE presso i luoghi di maggior interesse culturale del territorio: Villa Romana, Centro storico, Convento di San Francesco, Cattedrale (all’interno della quale vi è la tomba della Regina Adelasia moglie del conte normanno Ruggero I), Santuario ed area archeologica di TindariMusei archeologici, delle Ceramiche e Diocesano. Si prevede anche un itinerario enogastronomico che consentirà di conoscere ed apprezzare i prodotti tipici locali, vini e dolci tipici ed una visita alle botteghe artigianali della ceramica.

L’iniziativa prevedeva la possibilità di usufruire di posti letto gratuiti per i primi 100 richiedenti (ormai esauriti) presso le strutture ricettive di Patti e Tindari. Sono comunque ancora disponibili posti letto a titolo promozionale al costo di solo 25,00 euro, colazione inclusa. Inoltre, a tutti coloro che trascorreranno il weekend della Cultura a Patti e Tindari verranno offerti dalle strutture turistico ricettive buoni sconto dal 20% al 50% per un ulteriore soggiorno da farsi presso le medesime strutture nell’anno 2011, ad esclusione dei periodi di alta stagione.

Gli interessati potranno prendere visione delle varie modalità di prenotazione visitando il sito www.pattitindari.com

 


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Nato Sciacca e l’arte Astroabissale

Manifesto Mostra Nato Sciacca

il Manifesto della mostra dedicata a Nato Sciacca al Monte di Pietà

Si inaugura alle 17.30 di sabato 26 Febbraio a Messina presso il Monte di Pietà, in via XIV Maggio, la mostra “Nato Sciacca e l’arte Astroabissale“, a cura dell’Assessorato provinciale alla Cultura.

Alla cerimonia prendono parte il presidente della Provincia Regionale di Messina, Nanni Ricevuto, l’assessore provinciale alla Cultura, Mario D’Agostino, e l’assessore alla Cultura del Comune di Sant’Angelo di Brolo, Gianni Giuffrè.

La presentazione è affidata al critico d’arte Giovanni Joppolo, figlio dello scrittore Beniamino, docente di Storia dell’Arte Contemporanea a Nizza, in Francia.

Lo scultore e pittore Nato Sciacca, nacque a Patti e studiò presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano, negli anni Trenta. Qui, insieme al cugino Beniamino Joppolo, fece parte della cerchia di artisti e letterati che diedero vita al movimento artistico letterario “Corrente“.

Nel capoluogo lombardo, Sciacca conobbe artisti di grande levatura, come Migneco, Guttuso, Birolli, Fontana, Sassu, Manzù e Cassinari, nonché poeti come Salvatore Quasimodo e letterati come Vigorelli e Zavattini. Negli anni cinquanta definì la sua pittura “astroabissale“, anticipando il Movimento Spaziale (spazialismo) fondato da Lucio Fontana.

La Provincia Regionale di Messina ha promosso l’iniziativa per ricordare Nato Sciacca, figura significativa dell’arte del Novecento, e tributargli quel riconoscimento che non ha avuto in vita, probabilmente perché ha vissuto la sua esperienza artistica lontano dai clamori, in modo schivo e volutamente solitario.

La Mostra si protrarrà fino all’11 Marzo e sarà accessibile al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 – il martedì e il giovedì anche di pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00


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UNA GESTIONE DA RIFIUTARE


Il 28 Giugno 2010 si è svolto il consiglio comunale di Patti, durante il quale, tra gli altri punti all’ordine del giorno, è stato approvato il regolamento sull’introduzione delle tariffe TIA della gestione rifiuti, con relativo piano dei costi e regolamento, e quindi legittimando in questo modo l’operato dell’ATO Me2.

Al di là della parte legale, legata alla querelle esistente tra Associazione Consumatori ed ATO, e che ha visto il Municipio di Patti schierato costantemente dalla parte di quest’ultimo (non sappiamo bene con che costrutto vista l’incapacità dell’ATO ME2 di avere una conduzione economica e manageriale soddisfacente), ancora una volta dobbiamo notare come il consiglio comunale non abbia affrontato il merito della questione: garantire una gestione del ciclo rifiuti ottimale.

Quello che chiediamo all’amministrazione infatti è di dichiarare apertamente se considera il modello di gestione rifiuti portato avanti dall’ATO Me 2 un buon servizio di nettezza urbana erogato a costi ragionevoli.

Perchè questo è il fondamento ultimo della legge Ronchi, ovvero ottimizzare il servizio riducendo i costi; e né l’amministrazione pattese né i manager dell’ATO ME2 sanno e vogliono porlo come nodo vero da affrontare e risolvere.

Nodo non particolarmente complicato peraltro se si parte dal principio che un servizio nasce e si giustifica soprattutto perché serve ai cittadini che ne pagano il costo, e quindi non è pensabile procrastinare continuamente i problemi gestionali e strutturali che determinano la situazione deficitaria dell’ATO2 in nome dell’emergenza finanziaria. Persino il governatore della Sicilia nel suo ruolo di commissario straordinario ai rifiuti dice di essere determinato nel portare avanti una politica impostata sul riciclaggio dei rifiuti e non è d’accordo con i piani preparati dalla precedente amministrazione regionale , ovvero la creazione di 4 inceneritori per una capacità pari al 105% della produzione attuale di rifiuti. A questo proposito vorremmo chiarire che ciò comporterebbe addirittura l’azzeramento della già misera quota di raccolta differenziata e non terrebbe neppure conto delle tendenze demografiche in atto.

Quindi chiediamo innanzitutto che si risolvano le questioni strutturali e solo in seguito si risani la partita finanziaria, dato che in caso contrario si creerebbe una voragine senza fondo, come difatti sta avvenendo.

Saper impostare e saper affrontare i problemi di un servizio così essenziale significa diminuirne i costi e ciò comporterebbe un aumento del reddito e una migliore qualità della vita. Gestire “per emergenze” (contribuendo a crearle) è il metodo per scaricare i costi sui cittadini e peggiorare l’ambiente.

Appare chiaro come ai consiglieri di maggioranza ed all’amministrazione sfugga questo nesso, e così facendo ambedue si rendono complici di un sistema affaristico clientelare (se non mafioso) che noi rifiutiamo in quanto causa profonda dei mali che affliggono la Sicilia.

Per questo motivo siamo solidali con l’Associazione Consumatori nella sua lotta in difesa dei cittadini e con quei consiglieri che hanno tentato invano di contrastare la politica di subordinazione dell’amministrazione alla conduzione fallimentare dell’ATO Me2.

E’ evidente, inoltre, che questo è solo l’ultimo di una serie di atti che l’amministrazione porta avanti dal suo insediamento perseguendo un’ottica di peggioramento generale e costante della situazione economica, reddituale ed ambientale del territorio, di cui un macroscopico esempio è l’estesa cementificazione. Una delle peggiori della provincia che, anche se non ce ne rendiamo conto, creerà, nel medio-lungo periodo, da un lato una diminuzione del valore del patrimonio immobiliare e dall’altro un incremento dei costi di gestione sia pubblici che privati con le conseguenze sui redditi che possiamo immaginare.

Per tentare di rimediare a tutto questo Legambiente di Patti si rende disponibile a partecipare ad un percorso che porti alla definizione di un programma di governo ed alla definizione di una squadra di esperti in grado di scardinare l’attuale incancrenita situazione e capace di definire un nuovo percorso partecipato di governo della città.

LEGAMBIENTE CIRCOLO dei NEBRODI GRUPPO di PATTI


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Tornano i Borghi Dimenticati: salvare la Torre di Manfria

Poco più di un anno fa (a proposito, auguri IT e QdS Blog Network per il primo compleanno 😉 lanciavamo l’iniziativa Borghi Dimenticati 2.0 , un concorso fotografico per segnalare i luoghi più belli ma anche più trascurati della Sicilia.
A tal proposito, mi è arrivata la segnalazione del nostro Antonio Cantaro, ospite fisso con le chiacchierate diIT Chiede, che riporta l’attenzione a una delle bellezze in degrado dell’Isola: la Torre di Manfria.
Sita nel gelese, leggiamo da Wikipedia: “si erge su una collina sovrastante la frazione e risulta visibile da tutto il golfo di Gelaalla torre è legata la leggenda del gigante Manfrino , buono e sfortunato, a guardia di un tesoro nascosto, nata dal ritrovamento di monete greche e romane nella zona e di una formazione rocciosa, oggi non più visibile, interpretata come la sua orma lasciata nella roccia.”
Grazie al Fondo Ambiente Italiano (F.A.I.) è possibile salvare questo monumento risalente al ‘700, uno dei pochi esempi rimasti di torri di segnalazione in Sicilia. Come?
Segnalandolo come “luogo del cuore” sul sito dell’iniziativa, segnando la petizione online anche direttamente dal proprio contatto Facebook. Più segnalazioni riceverà la Torre di Manfria, più possibilità ci saranno che venga messo in risalto l’urgente stato di bisogno in cui versa il monumento, agevolando gli interventi di recupero.
Servono migliaia di firme, un paio di click a testa. Più che fattibile, no?

B.M.

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