40xPatti

Agorà Digitale Pattese


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Identità  europea e processi di unificazione

Organizzato da Argonauti – archeologia e beni culturali tra Patti e Tyndaris, con il patrocinio del comitato Patti150Italia e del Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti, si svolgerà sabato 9 Aprile, alle ore 17, presso il Caffè Galante, l’incontro-dibattito “Identità europea e processi di unificazione”, a cura del prof. Alessio Lo Giudice, docente di Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Catania e presso l’Università degli Studi di Messina.

Una seria riflessione sull’assenza dell’Europa nella gestione di problemi e questioni che hanno un rilievo sicuramente europeo comporta la necessità di comprendere i presupposti, la storia e il significato politico-istituzionale del processo di unificazione europea. Ciò permetterebbe di sottolineare come l’assenza dell’Europa sia soprattutto dovuta alle storiche resistenze degli Stati nazionali rispetto alla realizzazione di una compiuta unità politica europea. Ma queste resistenze sono giustificate? È davvero impossibile pensare a un’efficace condivisione politico-culturale tra i paesi membri dell’UE? È quindi impensabile un’identità istituzionale dell’Europa che supporti il governo condiviso di problemi comuni? Un altro concetto di identità e un’altra idea dell’unità politica sono in realtà necessari per giungere a una compiuta definizione istituzionale dello spazio europeo; per comprendere le sorti di una terra a vocazione cosmopolitica e storicamente aperta all’altro, chiunque esso sia.

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Aggiornamento: fotogallery dell’evento

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I Libertari dei Nebrodi, storie di anarchici e antifascisti

Incontro-dibattito sulle vicende e i protagonisti delle lotte popolari e antifasciste nei Nebrodi degli anni ’20. Storie che si inseriscono nel più ampio quadro dell’anarchismo e del fuoriuscitismo dell’Italia fascista e del dibattito ideologico tra socialisti, comunisti, anarchici individualisti e organizzativisti. Racconti di ardente fede politica e sincera amicizia tra Librizzi e Miami narrati attraverso le biografie di Nino Puglisi, Leo Giancola e Francesco Martino.

Introduce Giuseppe Giarrizzo, presidente dell’associazione NoveMaggio, interviene Giuseppe Alibrandi, autore del libro “Il libertario dei Nebrodi” (Pungitopo Editore)

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Aggiornamento: fotogallery dell’evento


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Dibattiti sull’Inchiesta Sociale al Centro Culturale “Antica Casa Mangiò”

Prende oggi il via presso il centro culturale Antica Casa Mangiò un’interessante quanto nutrita serie di appuntamenti riepilogati nella locandina sottostante; gli appuntamenti a Casa Mangiò saranno anche inseriti nel calendario degli eventi segnalati da 40xPatti da dove si avrà, tra l’altro, la possibilità di importarli nei calendari personali degli interessati (per far uso, ad es., delle avanzate funzionalità di promemoria)

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40xPatti organizza il suo primo incontro; è destinato agli iscritti e ai pattesi che vogliono far crescere la città.

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Infopatti/40xPatti rappresenta certamente una novità e qualcosa di anomalo allo stesso tempo, se rapportato alla comunità locale a cui si indirizza.
La comunicazione in rete va affermandosi sempre di più, e non soltanto per i pattesi, come nuovo strumento relazionale; se però altrove, nelle realtà più evolute, quelle in cui le collettività esprimono una maggiore consapevolezza civica, o nelle medie e grandi città, in cui la partecipazione è favorita dalla densità demografica, troviamo una maggiore consuetudine al confronto e alla ricerca collettiva, partecipata, delle soluzioni ai problemi, per Patti questo approccio rappresenta una novità che la rete può certamente favorire per far crescere la stessa comunità pattese.

Patti è un piccolo centro e se in qualche modo, come altrove, ha sposato con entusiasmo il fenomeno Facebook (il più famoso dei social network) specie a livello giovanile (ma il fenomeno non ha riscosso successo soltanto tra quelli che ormai si definiscono i “nativi digitali”), visti i numeri (a volte parecchie centinaia) degli aderenti ai vari gruppi pattesi che si sono costituiti, non si è accorta ancora sostanzialmente di un social network (verticale) come Infopatti/40xPatti dove l’attenzione è spostata prevalentemente, su tematiche locali o comunque volte ad essere sviluppate localmente.

Infopatti/40xPatti ha aderito ad un modello di network di cittadinanza attiva adottando e promuovendo un manifesto che deriva dall’esperienza di 40xVenezia, ma, a differenza di questo, come anche di 40xCatania, social network nati e cresciuti in ambienti più favorevoli del nostro, non ha ancora raggiunto (percentualmente) i numeri e i livelli di coinvolgimento tra cittadini e iscritti già riscontrati a Venezia o anche nella stessa Catania, con cui condivide alcune difficoltà di natura ambientale, tipicamente “siciliane”, direi.

Finalmente però, anche per 40xPatti, è arrivato il momento di passare dal digitale al fisico, all’incontro faccia a faccia dei propri iscritti e dei pattesi che lo seguono, nello stesso luogo senza l’intermediazione di altri strumenti.

C’e’ voluto parecchio in effetti, più di un anno dalla nascita del social network, ma confidiamo che questo rappresenti solo l’inizio di una nuova abitudine: ricercare collettivamente ed in modo partecipato le soluzioni ai problemi che di volta in volta si intendono affrontare utilizzando indifferentemente e con disinvoltura gli strumenti digitali e quelli tradizionali a seconda delle circostanze.

In realtà una prima uscita dal digitale Infopatti/40xPatti l’aveva avuta già nello scorso mese di Dicembre 2008 proprio in occasione dell’adesione alla rete dei 40xNetwork, ma si trattava della propria presentazione alla città; in quella circostanza vi furono anche dei collegamenti in rete dal Caffè Galante con Venezia e con Catania grazie ai quali i pattesi presenti all’evento avevano potuto interloquire con alcuni membri di 40xVenezia e di 40xCatania e ascoltare, ad esempio, l’interessante testimonianza di Simone di Stefano (fondatore e animatore di 40xCatania) a proposito dei rapporti tra 40xCatania e gli amministratori e i politici catanesi.

L’occasione di cui parliamo ora è rappresentata dall’incontro “Il cimitero di Patti: patrimonio da tutelare e da valorizzare”, programmato al Caffè Galante per lunedì 31 Agosto alle ore 18.30 che nasce da un intervento (indegno degrado del cimitero di Patti) scritto sul nostro social network da Cettina Martines un bel po’ di mesi fa per richiamare l’attenzione sul degrado del nostro cimitero cittadino; la discussione, nata ad Ottobre dello scorso anno, si è lentamente ma significativamente arricchita degli interventi di altri iscritti come ad esempio Maria Antonietta Letizia, “contrattista” presso il comune di Patti e Franco Faranda, come si definisce lui stesso nel suo profilo su Infopatti/40xPatti, “Pattese “emigrato” a Bologna, Storico dell’Arte direttore coordinatore alla Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici di Bologna, Professore a contratto presso l’Università di Bologna.”

Durante lo svolgimento di quel confronto “digitale” è venuta fuori, in modo chiaro e percepibile, la professionalità di Franco e la sua disponibilità a partecipare ad un pubblico dibattito in cui portare il proprio contributo, fatto di proposte semplici e concrete, attingendo alla propria qualificata competenza ed esperienza personale e professionale per tentare di risolvere un problema sentito dai pattesi. Non è certo su 40xPatti che si è scritto per la prima volta delle condizioni del cimitero pattese; già in passato, e con particolare evidenza, il periodico pattese “In Cammino” aveva dedicato alla questione la prima pagina del numero di Novembre 2006, titolandola con un polemico “Non Vedono, Non Votano” e chiedendosi nell’editoriale, a firma del direttore Giancarlo D’Amico, che città sia quella che non ha rispetto per i defunti.

Ora, l’occasione ricercata era quella di dar luogo ad un incontro propositivo ed indirizzato a chi ovviamente puo’ raccogliere le lamentele e le proposte per trasformarle in soluzioni concrete, gli amministratori e i funzionari comunali.

La presenza di Franco Faranda qui a Patti in questo ultimo scorcio di Agosto e la disponibilità di alcuni amministratori a partecipare, rende l’incontro fattibile e destinato ad essere particolarmente fruttuoso, ed ancora, al di là dello specifico oggetto di discussione, il primo di un modo nuovo di fare che ci auguriamo diventi abitudine per i pattesi


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Eventi organizzati in Second Life

Nella sezione “Patti e Pattesi in Second Life” sono stati inseriti due post riguardanti due importanti eventi che ho avuto modo di organizzare in Second Life: l’incontro con Tano Grasso, nel Luglio 2007, in occasione della commemorazione dell’assassinio di Paolo Borsellino e il piu’ recente incontro, nell’Aprile 2008, con la sen. Anna Finocchiaro per la prima intervista in assoluto di un politico italiano all’interno di Second Life


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Il mio primo evento in Second Life: l’evento antimafia per commemorare Paolo Borsellino

Il primo evento che ho avuto modo di organizzare in Second Life e’ avvenuto l’estate scorsa, il 19 Luglio 2007, nell’ambito delle manifestazioni per la commemorazione della strage di via D’Amelio in cui, tra gli altri, perse la vita Paolo Borsellino.

Cercavo iniziative di questo tipo, e sapere che un gruppo di volenterosi aveva gia’ organizzato un analogo evento in SL per l’altra strage, quella di Capaci, ed ora si accingeva ad organizzare quest’altra commemorazione, mi ha fatto scattare l’idea di cercarli per proporre loro la possibilita’ di portare in SL una testimonianza significativa; quella di un personaggio che conoscevo, e che e’ diventato un simbolo di ribellione e di lotta contro il racket: Tano Grasso.
Proprio in quei giorni era avvenuto un altro importante evento che mi rese ancora piu’ determinato nell’inseguire l’idea: per la prima volta in Italia un politico, Antonio Di Pietro, vestiva i panni di un avatar per calarsi in Second Life. Cosi’, anche se c’era poco tempo per organizzare il tutto, dopo avere ricevuto dai ragazzi un’entusiastica accoglienza, cercai di contattare Tano Grasso (cosa per niente semplice) e gli proposi di venire in SL a darci la sua testimonianza. A differenza di quanto era avvenuto con Di Pietro pochi giorni prima nella sua Neverland, Tano Grasso non pote’ usare la voce per interloquire con quei circa 60 – 70 avatar che gli ponevano domande (il voice, cosi’ come lo conosciamo e usiamo ora in SL, non era ancora arrivato) ma, con l’aiuto dell’infaticabile Nina Fizgig che a Napoli era andata a trovarlo per dargli supporto, e la sapiente e ordinata gestione del dibattito da parte di Zok Ochs, rispose a tutte le domande, e si trattenne ben oltre la mezzora inizialmente programmata.
Esperienze simili sono certamente ripetibili e per il piacere di chi vorra’ dare un occhiata, posto in allegato la presentazione dell’evento e il log del dibattito tra Tano Grasso e gli avatar di Second Life.
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Benvenuti al Secondo Evento antimafia organizzato da Sikania e Giraffa Edizioni su Second Life.

Il 19 Luglio di 15 anni fa a Palermo in via d’Amelio un’autobomba uccise il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta: Emanuela Loi, Claudio Traina, Agostino, Catalano, Vincenzo Li Muli e Walter Cesina.

Questa installazione è stata costruita tentando di ricostruire il catastrofico scenario di via d’Amelio sventrata dall’esplosione.

Sono presenti tre aree per lo streaming video. Per vedere i filmati basta spostarsi sotto uno dei tre maxi schermi disposti intorno allo spazio e premere play sul Movie Control.

Schermo gigante 1: Su questo schermo verrà proiettato il commosso intervento di Paolo Borsellino “I giorni di Giuda” pronunciato dal giudice poco dopo la strage di Capaci dove il suo collega ed amico Giovanni Falcone era rimasto ucciso insieme alla sua scorta.

Subito al di sotto di tale schermo si possono osservare le foto degli agenti di scorta del giudice Borsellino. Cliccando sulle foto si potranno ricevere delle notecard recanti una loro biografia minima.

Schermo gigante 2: Alcuni toccanti monologhi dello spettacolo: “Paolo Borsellino – Essendo Stato”. Spettacolo teatrale di Ruggero Cappuccio con uno straordinario Massimo de Francovich in esclusiva per questo evento in SL.

Schermo laterale3: David Coco, protagonista de “L’uomo di vetro” di Stefano Incerti, film che ricostruisce la vita del pentito Leonardo Vitale, leggerà in un video inedito l’introduzione al maxiprocesso, l’istruttoria con la quale il pool antimafia di Palermo riuscì a portare Cosa Nostra in tribunale. Anche questo filmato è stato registrato ad hoc per l’evento.

Sotto lo schermo 3 è stato allestito un banchetto dove sarà possibile prendere una copia gratuita del fumetto “Un pensiero solo” e tramite teleport accedere alla mostra permanente antimafia della Giraffa edizioni ed ancuni altri gadget come la Maglietta antimafia ed il famoso stendardo del Comitato dei lenzuoli recante la scritta: “Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe”.

Sul lato opposto allo schermo 3 è stato allestito un piccolo palco dove alle 19.30 si potrà partecipare al dibattito sul tema “Mafia e Racket”; interverrà Tano Grasso (Geco Mayo in sl), presidente della Federazione Italiana Antiracket, storico personaggio della lotta al racket che diede il via alla famosa rivolta dei commercianti di Capo d’Orlando e Nino Galante (Pico Miles in sl) ex dirigente dell’ACIAP (associazione antiracket della città di Patti) dove per anni ha profuso il proprio impegno per favorire iniziative di prevenzione e di contrasto all’insorgenza di fenomeni devianti quali l’usura ed il racket.
Non è presente, ma assiste da remoto, il prof. Michelangelo Gaglio del Liceo Classico di Patti, che nella sua scuola, in collaborazione con Tano Grasso si preoccupa di promuovere iniziative volte a sensibilizzare gli studenti sulle problematiche riguardanti la legalità e il contrasto della criminalità.
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Dibattito su “Mafia e Racket” con la partecipazione di Tano Grasso

[19:19]
Zok Ochs: salve a tutti… se non vi spiace avvicinarvi, vorrei presentarvi il nostro graditissimo ospite. Seduto qui accanto a me abbiamo il dott. Tano Grasso, presidente della Federazione Italiana Antiracket.

Tano Grasso
: Salve a tutti.

Zok Ochs
: La ringraziamo moltissimo per essere intervenuto, e le diamo un caloroso benvenuto per essere venuto a commemorare insieme a noi il quindicennale della strage di via d’Amelio. Vorrei ora cederle la parola sperando che tutti voi possiate approfittare della sua presenza con domande e interventi.

[19:23]

Tano Grasso: questa ricorrenza può essere l’occasione per una riflessione sullo stato attuale della lotta alla mafia nel nostro paese. Possiamo fare una conversazione sulla base delle vostre domande

Zok Ochs
: Mi piacerebbe sapere in dettaglio come con le attuali leggi le associazioni e federazioni anti-racket riescano a sostenere i negozianti, commercianti e imprenditori che vogliono dire “no” all’usura e al pizzo.

Tano Grasso: Le associazioni anti-racket in primo luogo assicurano a chi è vittima del pizzo la possibilità di non essere più in solitudine. Quando non si è soli si vince più facilmente la paura. In secondo luogo le associazioni svolgono un’attività di mediazione nel rapporto con le forze dell’ordine e infine assistono per sempre quel commerciante che ha avuto la forza di esporsi, anche quando diminuisce l’interesse delle istituzioni.

[19:28]
Asia Connell: Mi piacerebbe sapere dal dott. Grasso perché talvolta questo ingranaggio di difesa di chi subisce attentati diventa molto lento e cosa fa in questi casi l’associazione di cui lei è presidente.

Tano Grasso: Probabilmente lei si riferisce ai risarcimenti della legge anti-racket in favore di chi subisce un danno a seguito del rifiuto a pagare il pizzo.

Asia Connell: Sì.

Tano Grasso: Nell’insieme abbiamo una buona legge anche se a volte si registrano ritardi dovuti a particolari situazioni territoriali. In questi casi le nostre associazioni intervengono direttamente sul ministro dell’interno.

Asia Connell: Grazie.

[19:33]
Ignatio Roffo: Io vorrei chiedere una cosa al dott. Grasso. Vorrei sapere cosa ne pensa della notizia circa l’indagine aperta dalla Procura di Caltanissetta sulla strage di via D’Amelio in relazione ai probabili coinvolgimenti dei servizi segreti italiani.

Tano Grasso: Per onestà devo dire che sono purtroppo scettico sul fatto che dopo così tanto tempo si possa giungere ad un esito giudiziario certo. Sicuramente però vi sono elementi per giungere invece a una valutazione politica degli scenari che si intravedono dietro la strage di via d’Amelio e questo può essere un compito della commissione parlamentare anti mafia.

[19:37]
Cristos Benelli: Potrei fare una domanda anch’io? La mentalità imprenditoriale, in Sicilia, è limitata dalla paura di dover avere a che fare con attività di racket. Esistono programmi sviluppati dall’associazione che puntino a dare supporto a imprenditori siciliani ancor prima di aver subito un torto?

Tano Grasso: Sì, la nostra attività è anche di tipo preventivo. Abbiamo ormai una consolidata esperienza con le forze dell’ordine che consente di intervenire ancor prima che giunga una richiesta estorsiva. Ad esempio a Napoli quando un nostro socio apre un cantiere edile in una zona ad alta densità mafiosa con le forze dell’ordine si predispongono misure di vigilanza che scoraggiano gli estorsori.

Cristos Benelli: E queste attività sono disponibili anche al piccolo imprenditore?

Tano Grasso: Sì, soprattutto al piccolo imprenditore.

[19:42]
Asia Connell: Dott. Grasso, spesso giungono notizie a noi giornalisti sull’utilizzo della mafia da parte di pezzi di Stato stile sbarco del ’43 e questo ci lascia piuttosto perplessi.

Tano Grasso: Possono darsi casi di questo tipo ma quando parliamo di Cosa Nostra parliamo di un soggetto che ha una sua assoluta autonomia rispetto ad altri soggetti e quando con questi altri soggetti interloquisce lo fa in una logica di scambio e mai di inferiorità. Non è facile per Cosa Nostra essere strumentalizzata da altri poteri senza che ne sia consapevole.

[19:47]
Pico Miles: Scusa Tano una domanda che non vorrei ti mettesse in difficoltà ma che credo sia doverosa visto che parliamo di cose serie… un amico funzionario della Banca d’Italia sostiene che secondo uno studio dei ricercatori di Palermo della Banca d’Italia, le imprese siciliane di successo non considerano la mafia fra gli ostacoli per lo sviluppo delle aziende. Ti sorprende questo dato?
Vorrei il tuo commento.

Tano Grasso: Sì, mi sorprende assai. La mafia come testimoniano varie ricerche è ad esempio il principale ostacolo agli investimenti nel Sud di imprese straniere. Su 100 imprese che dall’estero vengono in Italia solo una investe nell’intero Mezzogiorno. Evidentemente ciò avviene per i condizionamenti mafiosi con i quali un’impresa è costretta a confrontarsi. Nel caso delle grandi imprese siciliane a cui si fa riferimento nella domanda probabilmente si tratta di realtà economiche che nel convivere con la mafia traggono una convenienza diretta o indiretta. Ma questo loro interesse già nel medio tempo è destinato a indebolire la stessa qualità dell’azienda perché la mafia è l’ostacolo alla libertà di impresa e senza libertà non può esserci né sviluppo né crescita di imprese si è destinati a sopravvivere in una palude economica.

[19:50]
Ignatio Roffo: Riallacciandomi a ciò che diceva Asia, se è vero che Cosa Nostra non si lascia strumentalizzare perché impone dei rapporti di scambio, questo significa implicitamente che lo Stato istituzionalmente ha rapporti con Cosa Nostra. Nessuno fra i vertici delle istituzioni, che io ricordi, è mai stato condannato per associazione mafiosa.

Tano Grasso: Purtroppo stiamo parlando della realtà non di una suggestione letteraria. Il fatto che non ci siano condanne significa solo che non si conseguono sufficienti prove per condannare. Che poi ci siano stati o ci siano pezzi di istituzioni, per fortuna oggi molto meno di ieri, collusi con la mafia è una realtà testimoniata dalle frequenti notizie di cronaca.

[19:55]
Prez Pessoa: Una domanda… negli ultimi 20 anni ho visto molti ragazzi siciliani di allora, innovativi, ribelli, aperti al mondo, insofferenti di questa situazione, diventare parte integrante del sistema, a livello di paese, di famiglie, di lavoro. Qual’è secondo lei la “porta” principale da dove può arrivare un cambiamento? La scuola, la famiglia, l’imposizione delle istituzioni… sembra non esserci una via d’uscita, tutto si richiude su se stesso.

Tano Grasso: Dobbiamo essere consapevoli che la mafia non è solo un fenomeno criminale ma è qualcosa che assicura ricchezza e benessere a numerosi cittadini, anche indirettamente. Inoltre la mafia ha un suo sistema di valori che purtroppo attecchiscono di più nella debolezza dello Stato, per questo combattere la mafia non è cosa facile, non si può combattere la mafia solo su terreni giudiziari. Il consenso sociale della mafia e il suo radicamento sono i suoi punti di forza, ci vuole molto tempo, ci vogliono diversi passaggi generazionali per riuscire a estirpare questo fenomeno, bisogna in primo luogo saper lavorare sulle coscienze individuali.

[19:58]
Francis Ferraris: Oggi qualche analista parla di una piovra che è diventata “tentacoli impazziti”, una sorta di sistema monolitico che non esiste più (sempre se sia mai esistito un sistema unico). Corrisponde alla realtà tale situazione? Abbiamo a che fare ormai con fenomeni diversi che giustificherebbero anche la comparsa di omicidi e reati impensabili prima in aree “controllate” dalla mafia? Forse può essere il momento buono per debellare la mafia, se è davvero divisa in se stessa?

Tano Grasso: Non mi pare che si possa parlare di una mafia così indebolita, sicuramente un decennio addietro si era vicini alla possibilità di sferrare il colpo di grazia, oggi purtroppo non è così anzi lo stesso livello di conoscenza della mafia per alcuni aspetti è assolutamente inadeguato: basti pensare al flusso di capitale di provenienza mafiosa in aree non mafiose e alle conseguenti attività di riciclaggio sia nel Nord Italia che all’estero.

[20:01]
Agata Kubitsch: Quanto potrebbe contribuire l’abolizione del segreto di Stato per fare maggiormente luce sui passati e presenti episodi di Mafia? Ho collaborato e collaboro con l’associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna e continuo a scontrarmi con questa ottusità da parte del Governo di non volere abolire il segreto. Grazie.

Tano Grasso: Certo l’abolizione del segreto di Stato potrebbe agevolare.

[20:02]
Ignatio Roffo: Lei ha detto che per sradicare la mafia ci vuole molto tempo. Ritiene che le stragi del 1992 abbiano dato una battuta d’arresto irrecuperabile alla lotta alla mafia? O immagina che si potrà mai riproporre una situazione di contrasto come quella che riuscirono a creare il pool antimafia di Palermo?

Tano Grasso: Intanto a seguito delle stragi del ’92 si raggiunse il punto più alto nell’attività antimafia nel nostro paese; primo: ci fu una reazione della società civile per la prima volta in una dimensione di massa; secondo: per la prima volta la questione della mafia divenne una delle principali questioni nazionali e ha riguardato l’opinione pubblica anche del Nord Italia; in terzo luogo: nel nome di Falcone e Borsellino è cresciuta una nuova generazione di magistrati e investigatori; questi elementi hanno fatto sì che, come abbiamo già detto, più di 10 anni fa si era arrivati vicini al colpo di grazia. Il problema è perché oggi non ci sono più alcune di quelle condizioni e a tal proposito vi è una responsabilità primaria della politica.

[20:07]
Zok Ochs: Grazie mille dott. Grasso… sappiamo che ha degli impegni e non vorremmo trattenerla oltre il dovuto. Mi dica solo se disponiamo di qualche minuto per un paio di altre domande.

Tano Grasso: Sì certo.

Zok Ochs: Lei fu il primo commissario ordinario della commissione anti-racket… non mi sono però chiarissime le ragioni per cui si dimise.

Tano Grasso: Fui uno dei primi ad essere cacciato, con un provvedimento discutibile, dal governo Berlusconi nel 2001. Le dimissioni furono solo una formalità, venni cacciato da quell’incarico.

[20:10]
Zok Ochs: Cosa pensa invece del fatto che nelle ultime due commissioni antimafia si sono registrate presenze di personaggi inquisiti a volte per associazione mafiosa?

Tano Grasso: Questo è un sintomo di quanto sia inadeguata la sensibilità delle forze politiche.

[20:11]
Francis Ferraris: Associazioni come “Addio Pizzo” hanno avuto una qualche incidenza nella realtà dei commercianti ed imprenditori palermitani? Queste associazioni spontanee le ritiene dei buoni sintomi?

Tano Grasso: ADDIO PIZZO è l’esperienza anti mafia più significativa degli ultimi anni. In una città difficilissima come Palermo ha avuto la capacità di mettere in moto un meccanismo straordinario, e grazie a loro, dopo 16 anni dall’omicidio di Libero Grassi siamo vicini alla nascita di una associazione anti-racket anche a Palermo; poi questi ragazzi sono riusciti a far capire che il pizzo non è un problema solo dei commercianti ma riguarda tutti a partire dai consumatori.

[20:13]
Baol Balogh: Che percentuale di guadagni delle associazioni mafiose provengono dal pizzo?

Tano Grasso: il pizzo assicura alla mafia una entrata sicura che serve per pagare i picciotti e le spese per i detenuti ma il problema non è solo economico. Il pizzo è il luogo dove la mafia costruisce la propria identità. Non può esserci mafia senza pizzo. Perché il pizzo assicura il controllo del territorio e quella soggezione omertosa che costituisce il punto di maggiore forza delle mafie.

[20:15]
Joey Dhara: Visto quello che ha detto sul pizzo poco fa, lei ritiene che ancora oggi, nel 2007, con tutti i progressi tecnologici in atto, la mafia sia ancora un power syndacate? Non si sta invece “borghesizzando”, diventando una mafia dei colletti bianchi che si muovono a loro agio all’interno dei sistemi economici, bancari e finanziari?

Tano Grasso: Sono due realtà che come numerosi studiosi hanno spiegato, possono tranquillamente convivere, mi permetto di insistere, la mafia senza il radicamento territoriale non sarebbe più tale, poi ci sono i livelli dei colletti bianchi, il livello del riciclaggio, ma l’anima della mafia è nel territorio, ovvero è power syndacate.

[20:16]
Zok Ochs: Dal momento che questa è la sua prima volta in Second Life vorrei chiederle una sua impressione… cioè cosa si prova a chiacchierare con un pubblico virtuale ma così interattivo… se l’aspettava?

Tano Grasso: Mi dispiace deludervi ma io sono all’antica, quando discuto con delle persone debbo sentire il loro respiro, comunque grazie per l’occasione e se volete, mi piacerebbe tornare a discutere con voi di una proposta avanzata dal nostro movimento che prevede l’obbligo della denuncia stabilito per legge.

Zok Ochs: Con piacere. Il nostro gruppo antimafia sta elaborando un grosso progetto per la costruzione di un ‘isola della legalità su Second Life… potremmo con questa vostra presenza virtuale farvi impegnare a farvi partecipare alle nostre future iniziative?

Tano Grasso: Certo.

Zok Ochs: Bene vorrei adesso che Pico Miles facesse un piccolo saluto al dott. Grasso e a tutti i presenti da parte di alcune persone.

Tano Grasso: mi aspettano adesso i colleghi dell’associazione antiracket di Napoli per una riunione.

Zok Ochs: Dott. Grasso è stato un vero piacere ospitarla qui e le siamo molto grati per il suo contribuito.

[20:18]
Pico Miles: Volevo ringraziare Tano per la sua partecipazione organizzata con poco tempo a disposizione, tuttavia ritengo che la prossima volta potrà effettivamente farci sentire la sua voce.

Zok Ochs: Vorrei ringraziare di cuore anche la nostra carissima amica Nina Fizgig per aver accompagnato il dott. Grasso in Second life e averlo assistito tecnologicamente. Grazie anche a Pico Miles che ha reso possibile la presenza tanto gradita del dott. Grasso a questa commemorazione. Bene, adesso spero che vogliate esplorare i contenuti dell’installazione. Come avrete letto nel programma, ci sono tre video diversi, due dei quali in esclusiva. Sul tavolino di fronte a me inoltre troverete diversi gadgets come la maglietta “Non li avete uccisi”, il libro “Paolo Borsellino – Essendo Stato” e un teleport per visitare la mostra permanete antimafia della Giraffa Edizioni, un fumetto “Un pensiero solo” realizzato dai qui presenti Ignatio Roffo e Baol Balogh.